Geopolitica Occidentale

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Autore: Eugenio Baldigari                              Pagine: 608

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    Il terrorismo jihadista del nuovo millennio è un fenomeno particolarmente allarmante perché si manifesta nei grandi centri urbani europei in maniera ibrida, con azioni aggressive ed imprevedibili, a volte con l’utilizzo di armi non convenzionali come ad esempio: Tir, Suv, Ied, ma anche con armi bianche. In questo scenario così variegato non esiste quindi un modello previsionale applicabile per prevenire il terrorismo su base “individuale”, né è ipotizzabile vigilare ogni angolo delle aree metropolitane, ovvero rafforzare le zone pedonali contro ogni tipo di criticità emergente. Basti pensare che solo esortando ad una campagna di attacchi col coltello, come fece al-Qa’ida e l’Isis, si fornisce una lunga lista di potenziali bersagli e luoghi d’azione contro vittime casuali presenti: nelle strade, spiagge, stazioni ferroviarie, fermate di bus; oppure parchi, pub, teatri, scuole, ospedali e centri commerciali e così via. Ne deriva che in tutti questi casi di vulnerabilità, l’unico rimedio efficace è sicuramente la prevenzione costante ed aggiornata, rispetto alla mutazione del fenomeno stesso. Oggi, la pretesa di considerare concluso il progetto del Califfato, con la morte del suo  ispiratore Abu Bakr al-Baghdadi, per l’Occidente, oltre ad essere un azzardo è un grave errore perché le motivazioni e le idee per le quali il movimento è nato e cresciuto, così come gli ideali, sono ancora vivi nell’animo di molti ex combattenti rientrati in Europa, dopo un periodo strategico con l’applicazione della “Taqiyya” (dissimulazione della fede per sfuggire alla cattura), e pertanto altri individui radicalizzati in futuro potranno seguire la stessa strada. Anche soprassedendo all’errore, si rammenta che dopo la perdita del suo leader l’Isis ha diffuso un messaggio audio, tramite un network di propaganda jihadista, con il quale il portavoce Abu Hamza al-Qurashi, ha invitato i neofiti a giurare fedeltà al nuovo califfo Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi,incoraggiando alla vendetta “contro gli infedeli ed apostati” e a “rilanciare una nuova fase”, auspicando attacchi a bersagli simbolici con un’elevata concentrazione di civili, mantenendo sempre una peculiarità legata alla narrativa apocalittica e messianica.

    La dimostrazione tangibile è che esiste ancora un sistema di propaganda on-line molto dinamico e, pertanto, il quadro di minaccia è da considerarsi reale; oltretutto l’Isis ha ancora a disposizione molte somme di denaro per finanziare le cellule che strategicamente si sono auto-disarticolate, ma sono pronte a rientrare in gioco con i c.d. “Inghimasi” inviati nei territori d’interesse operativo dai rispettivi movimenti di affiliazione, con lo scopo di creare reti di sostenitori necessarie per future azioni terroristiche. In un simile contesto, è conveniente ricordare che gli Imam e i predicatori che negli anni hanno agevolato l’uscita ed il rientro dei foreign fighters, al momento opportuno potranno anche risvegliare il sentimento jihadista dei lupi solitari. Concludendo, se da un lato è stato fatto molto, dall’altro dobbiamo proseguire verso questa direzione senza rallegrarsi dei risultati sin qui ottenuti, affinché si sviluppi maggiore sensibilità da parte degli operatori preposti, seguendo la mutazione del fenomeno ed adeguando le strategie di contrasto. L’Italia, sino ad oggi, a differenza di altri Paesi, non è stata ancora aggredita con attacchi terroristici e questo grazie all’ottima capacità d’intelligence e di prevenzione svolta sul territorio dalle forze di sicurezza e di polizia, che hanno sventato per tempo piani d’azione già strutturati da parte di molti soggetti radicalizzati. A tal fine, con questo volume, il lettore potrà approfondire e maturare un’adeguata conoscenza affinché migliori la fase di prevenzione, anche associando specifici seminari formativi per il personale che opera sul territorio, secondo una pianificazione didattica da concordare con l’Editore.

    Altezza 24
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